IASTM: Come Scegliere uno Strumento Davvero efficace (e che non ti rovini le mani)

da | Ott 16, 2024 | 0 commenti

Valutare e Scegliere uno strumento IASTM: i criteri oggettivi

Negli ultimi anni, la Terapia Manuale ha visto una crescente diffusione dell’utilizzo degli strumenti IASTM (Instrument Assisted Soft Tissue Mobilization) nel trattamento dei tessuti molli e della fascia. Tuttavia, non tutti gli strumenti IASTM possiedono le stesse caratteristiche: forma, materiali, peso, ma soprattutto ergonomia ed efficacia terapeutica possono variare in modo significativo.

Molti strumenti oggi in commercio si limitano a replicare design datati o scarsamente studiati dal punto di vista biomeccanico. Tuttavia, quando si parla di terapia manuale, l’efficienza del gesto terapeutico e la salute dell’operatore non sono dettagli trascurabili: rappresentano invece i fondamenti per un trattamento efficace, sicuro e sostenibile nel tempo.

Per questo motivo, prima di scegliere uno strumento IASTM da integrare nella propria pratica clinica, è fondamentale conoscere e valutare due elementi essenziali: l’ergonomia dello strumento e la sua capacità di generare un reale vantaggio meccanico durante il trattamento.

Approfondiremo questi aspetti nei paragrafi successivi, con l’obiettivo di offrire strumenti di valutazione utili e basati su criteri oggettivi.

Ergonomia: proteggere le mani, migliorare il gesto terapeutico

IASTM in terapia manuale - Fascial Full - Thumbs pain 05

Quando si parla di strumenti manuali, l’ergonomia non è un dettaglio secondario. Infatti per chi si occupa di terapia manuale un impiego ripetuto di strumenti rigidi o mal bilanciati può favorire l’insorgenza di:

  • sovraccarichi articolari,
  • dolori muscolari,
  • tendiniti,
  • riduzione della precisione nel trattamento.

Mentre uno strumento ergonomico che si adatta alla mano del terapista, offrendo un’impugnatura naturale e una distribuzione adeguata dei carichi, riduce lo stress sulle articolazioni.

Ma non si tratta solo di una questione di comfort: una buona ergonomia consente anche una migliore trasmissione della forza attraverso lo strumento. In altre parole, permette di ottenere un effetto leva vantaggioso, aumentando l’efficacia del trattamento e diminuendo lo sforzo necessario. Questo si traduce in maggiore controllo, precisione e risultati clinici tangibili.

Il beneficio? Gesti più precisi, meno affaticamento e una maggiore durata della performance professionale nel tempo.

Il vantaggio meccanico: più efficacia, meno fatica

Trattamento Spalla Fascial Full - IASTM

Una cosa spesso sottovalutata (purtroppo) e che sarebbe da conoscere in maniera prioritaria è questa: la progettazione, la geometria e la distribuzione dei pesi dello strumento giocano un ruolo cruciale anche nell’efficacia terapeutica.

In questo ambito parliamo di vantaggio meccanico, ovvero della capacità dello strumento di sfruttare la leva e la distribuzione delle forze per:

  • Trasmettere forza in modo efficiente, senza che l’operatore debba esercitare eccessiva pressione;
  • Lavorare in profondità anche con carichi leggeri, garantendo un’azione efficace sui piani fasciali profondi senza affaticare mani e polsi;
  • Facilitare il rilascio fasciale in modo graduale e fisiologico, evitando gesti ripetitivi o tecniche troppo aggressive che potrebbero compromettere la qualità del trattamento e il comfort del paziente.

Un buon vantaggio meccanico in questo senso permette al terapista di massimizzare l’efficacia clinica del trattamento, ottenendo risultati migliori in tempi più brevi e con meno fatica. Questo non solo tutela la salute muscoloscheletrica dell’operatore, ma garantisce anche un’esperienza terapeutica più precisa, meno invasiva e più rispettosa della sensibilità tissutale del paziente.

In questo senso, grazie al suo design brevettato, frutto della mia esperienza clinica e dell’analisi biomeccanica, Fascial Full® sfrutta una distribuzione ottimale del peso e una configurazione delle leve che lo rendono estremamente efficiente.

Questo si traduce in:

  • Maggiore effetto terapeutico con minor forza applicata: l’operatore può ottenere un effetto clinico significativo anche con carichi molto leggeri, riducendo il rischio di sovraccarico articolare e muscolare alle mani.
  • Controllo e precisione anche nei piani fasciali profondi: la geometria progettuale di Fascial Full® consente una trasmissione della forza direzionale e focalizzata, ideale per lavorare in modo selettivo.
  • Ottimizzazione del lavoro su restrizioni e aderenze: il vantaggio meccanico permette di agire con maggiore sensibilità e profondità, facilitando il rilascio dei tessuti senza dover insistere con gesti ripetitivi e faticosi.

Questo concetto purtroppo viene spesso trascurato nei “design tradizionali”.

La leva vantaggiosa: il principio fondamentale del vantaggio meccanico

Leva Vantaggio Meccanico

Alla base del concetto di vantaggio meccanico c’è il principio della leva vantaggiosa. Quando uno strumento è progettato per offrire leve efficaci e una trasmissione del carico ottimale, l’operatore riesce a generare una maggiore forza sul tessuto con un minimo sforzo muscolare. Questo è possibile solo se le dimensioni, le geometrie e le superfici di contatto dello strumento sono calibrate in funzione delle leggi della biomeccanica.

Se invece uno IASTM non è stato concepito secondo questo principio, non potrà mai offrire un reale vantaggio meccanico. L’operatore sarà costretto a compensare con la propria forza muscolare, aumentando lo stress sulle articolazioni e diminuendo la qualità del gesto terapeutico nel tempo.

Questa è una delle differenze sostanziali di Fascial Full®: uno strumento pensato fin dall’inizio per creare una leva vantaggiosa che rispetti la biomeccanica della mano e potenzi l’azione terapeutica.

Nel caso di Fascial Full®, il vantaggio meccanico è frutto di uno studio approfondito sull’applicazione delle forze e della trasmissione del carico attraverso materiali, design e superfici specificamente pensate per sostenere e amplificare l’azione manuale.

La combinazione tra ergonomia avanzata e vantaggio meccanico ha posto le basi per una nuova concezione di IASTM: non più un semplice attrezzo da impugnare, ma un’estensione intelligente della mano del terapeuta. Ed è proprio da questa visione che nasce il confronto oggettivo tra Fascial Full® e gli altri strumenti disponibili sul mercato.

Un confronto ragionato: gli strumenti non sono tutti uguali

Grafico confronto imago tra Fascial Full® e altri IASTM 01

Nel grafico che accompagna questo articolo, abbiamo rappresentato visivamente i risultati di una comparazione oggettiva tra Fascial Full® e diversi strumenti IASTM attualmente disponibili sul mercato.

Il posizionamento degli strumenti si basa su tre criteri principali: test pratici effettuati in contesto clinico, feedback raccolti da fisioterapisti e osteopati con esperienza diretta sul campo, e una valutazione approfondita dei parametri ergonomici e biomeccanici.

Questo approccio ci ha permesso di individuare con chiarezza i punti di forza e le criticità degli strumenti analizzati, suddividendoli in quattro quadranti:

  • Quadrante in basso a sinistra: strumenti privi sia di un design ergonomico che di un’effettiva capacità di generare un vantaggio meccanico. Sono i classici strumenti che affaticano la mano e producono risultati clinici modesti.
  • Quadrante in alto a sinistra: strumenti che migliorano leggermente sotto il profilo dell’ergonomia ma che non riescono a trasferire efficacemente la forza necessaria per un trattamento fasciale profondo ed efficiente.
  • Quadrante in basso a destra: strumenti che potrebbero essere apparentemente efficaci nella trasmissione della forza, ma privi di ergonomia. Il risultato? Non esiste maggiore efficacia (vantaggio meccanico) rispetto alla mano libera in assenza di ergonomia.
  • Quadrante in alto a destra: strumenti che uniscono vantaggio meccanico ed ergonomia, ottimizzando il lavoro del terapista senza compromessi. Un solo strumento si colloca in questa zona ideale del grafico: Fascial Full®. Qui convergono sia l’efficacia terapeutica dovuta al vantaggio meccanico, sia la progettazione ergonomica pensata per proteggere e sostenere il lavoro dell’operatore. In altre parole, massimo effetto sul tessuto con minimo sforzo per le mani.

Conclusione: scegliere con consapevolezza

La scelta di uno strumento IASTM dovrebbe basarsi su criteri oggettivi e clinicamente rilevanti. In questo contesto l’ergonomia, la trasmissione efficace della forza e la protezione della salute del terapista non sono elementi opzionali, ma pilastri su cui costruire una pratica sostenibile, precisa e rispettosa del corpo sia di chi cura, sia di chi è curato.

La combinazione di ergonomia avanzata e vantaggio meccanico ha posto le basi per una nuova concezione nei criteri di utilizzo di IASTM in supporto alla terapia manuale: non più un semplice attrezzo da impugnare, ma un’estensione intelligente e funzionale della mano del terapeuta.

In questo senso Fascial Full®, come certificato da centinaia di professionisti nel corso di oltre 10 anni, è uno strumento che si modella sul gesto clinico, che amplifica l’effetto della tua tecnica e che ti restituisce in termini di energia più di quanto richiede. Un vero alleato biomeccanico che rispetta il corpo del paziente e protegge quello del terapista.

A questo punto non mi resta che salutarti e darti il mio arrivederci al prossimo articolo.

Ti ricordo che se vuoi approfondire il razionale nell’uso pratico di Fascial Full® e comprendere come integrarlo nella tua pratica clinica ti ricordo che è disponibile un corso FAD (formazione a distanza) gratuito che puoi seguire comodamente da remoto con contenuti aggiornati e concreti sull’approccio manuale alla fascia.

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