La Fascia Liquida – Parte 1

da | Gen 7, 2022 | 0 commenti

La Fascia Liquida - 01

La Fascia Liquida – Parte 1

Quante volte ti sarà già capitato di leggere studi o vedere immagini che fanno riferimento alla fascia come ad un panno rigido o più o meno flessibile. Come una sorta di domopack inerte suscettibile solo alle forze meccaniche. Ma è veramente così? Non proprio. Forse non hai mai sentito parlare ancora del concetto di Fascia liquida.

A questo punto, proprio per comprendere meglio come funziona il sistema fasciale e come attraverso di esso sia possibile gestire al meglio il trattamento in terapia manuale assistita (e non solo), dobbiamo iniziare a riconsiderare il concetto stesso di fascia. Lo dobbiamo fare in quanto la comprensione e la ridefinizione è anche alla base degli effetti desiderati in terapia manuale.

Infatti, comprendere e ridefinire il concetto di fascia in maniera aggiornata, alla luce delle conoscenze attuali, ci assicura maggiore controllo del nostro stesso operato e ci aiuta a renderlo più “realistico” (sempre con molte virgolette) e soprattutto più certo negli esiti desiderati. Tutto a vantaggio della terapia manuale stessa.

Per fare ciò in questo articolo faremo riferimento al più grande ricercatore e prolifico autore contemporaneo in materia, il Prof. Bruno Bordoni, con il quale ho avuto l’onore di collaborare per partecipare alla stesura di uno dei suoi numerosi articoli e che ha inoltre curato la prefazione del mio libro sull’uso di uno IASTM in Terapia Manuale.

Fascia Liquida e letteratura scientifica

Fascial-Nomenclature-Update-2021-Part-1

Facendo riferimento all’introduzione di questo articolo che si intitola “Fascial Nomenclature: Update 2021, Part 1” e che potrai leggere in versione completa e gratuita su PubMed:

Nella letteratura scientifica (PubMed), il primo articolo che compare con il termine fascia risale al 1814, dove un medico descrive un intervento chirurgico, evidenziando il concetto di tessuto connettivo o fascia che separa i diversi gruppi muscolari. Un altro testo del 1824 descrive i diversi strati e fasce della zona inguinale, sottolineando la difficoltà di trovare un nome comune per questa porzione anatomica. Altri testi scientifici tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 discutono dei diversi strati del tessuto fasciale. Nel XX secolo, dopo molte pubblicazioni che utilizzano il termine fascia, sono emersi alcuni chiarimenti anatomici sulla terminologia da parte di gruppi di anatomisti e ricercatori, come l’International Anatomical Nomenclature Committee (1983) e il Federative Committee on Anatomical Terminology (1998). Questi ultimi due gruppi evidenziano alcune parole come “fascia superficiale”, “fascia profonda”, paragonando il tessuto fasciale a “guaine, fogli o altre aggregazioni di tessuto connettivo dissecabili”.

Nel ventunesimo secolo, questi gruppi non hanno deviato da questi concetti. Nel nuovo millennio possiamo trovare un altro gruppo dedicato allo studio del tessuto fasciale, il Fascia Nomenclature Committee, che a sua volta deriva dalla Fascia Research Society (2014).

Un articolo del 2019, sotto gli auspici della FNC, aggiunge un’ulteriore distinzione tra il termine fascia e il sistema fasciale; per questa organizzazione, il primo termine equivale alla descrizione del tessuto (scala mesoscopica e microscopica), mentre il sistema fasciale contiene il concetto di funzioni della fascia. Per l’FNC, “una fascia è una guaina, un lenzuolo o qualsiasi altro aggregato sezionabile di tessuto connettivo che si forma sotto la pelle per attaccare, racchiudere e separare muscoli e altri organi interni”, mentre il sistema fasciale “… del continuum tridimensionale dei tessuti connettivi fibrosi molli, contenenti collagene, sciolti e densi che permeano il corpo”.

Secondo un’altra organizzazione senza scopo di lucro, la Foundation of Osteopathic Research and Clinical Endorsement (FORCE), la fascia/continuum fasciale è definita come: “La fascia è qualsiasi tessuto che contiene caratteristiche in grado di rispondere a stimoli meccanici. Il continuum fasciale è il risultato dell’evoluzione della perfetta sinergia tra diversi tessuti, liquidi e solidi, in grado di sostenere, dividere, penetrare, nutrire e connettere tutte le regioni del corpo, dall’epidermide all’osso, coinvolgendo tutte le sue funzioni e strutture organiche. Questo continuum trasmette e riceve costantemente informazioni meccano-metaboliche che possono influenzare la forma e la funzione dell’intero corpo. Questi impulsi afferenti/efferenti provengono dalla fascia e dai tessuti che non sono considerati parte della fascia in modo biunivoco”.

Fascia e Idratazione

E non è certo un caso se questo articolo si intitola “La Fascia liquida”.

Per questo motivo, la fascia è, secondo me, secondo noi, uno dei tessuti connettivi più importanti in relazione alla terapia manuale. È questo il motivo per il quale quando si parla di fascia e del suo trattamento, non si può non fare a meno di avere adeguate informazioni di base sul collagene (la proteina più diffusa e rappresentata all’interno del corpo umano) e alla sua stretta correlazione con le molecole di acqua e all’idratazione in generale.

La fascia racchiude e permea i muscoli, i tendini, i legamenti e tutti gli organi. Collega altri tessuti e trasmette, oltre alla forza meccanica, segnali del sistema nervoso, ossia di tipo elettrico (e quindi di tipo biofisico) e segnali chimico-ormonali (e quindi di tipo biochimico) in tutto il corpo.

A questo punto possiamo affermare che per essere in salute è necessario dare attenzione alla omeostasi della fascia. Ed in questo senso la terapia manuale chirurgica che si avvale anche del supporto di uno IASTM professionale, che è quindi precisa e selettiva, ricopre un ruolo importantissimo.

Per questo motivo, se vuoi conoscere e approfondire anche questi argomenti in merito al concetto di Fascia liquida, per capire dove ci troviamo oggi e su quali basi si fondano le nostre conoscenze, ti consiglio di iniziare leggendo il primo libro in materia dal titolo “Quando, perché e come usare uno IASTM in Terapia Manuale”. Un testo in cui sono racchiuse le maggiori e più aggiornate evidenze scientifiche in materia e che non a caso ha come sottotitolo “La fascia come porta di accesso al sistema nervoso”.

Buon lavoro e se hai trovato questo contenuto interessante, condividilo e fammi sapere cosa ne pensi nei commenti.

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